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Che
cosa c’è di meglio che rilassarsi comodamente davanti al
tepore del camino acceso, cullati dal chiarore mutevole delle
fiamme e inebriati dall’inconfondibile profumo della legna che arde?
E
cosa c’è di più elegante e magico di un camino antico, preziosa
testimonianza di epoche lontane in cui ritrovare il fascino di
vere opere d’arte ?
Il
camino antico è infatti un tocco di raffinatezza molto particolare
nell’ambito dell’arredamento e, guardando al mercato antiquario,
assistiamo ad una crescente specializzazione sia da parte degli
addetti ai lavori che da parte degli appassionati.
Tutto
ciò è naturalmente positivo in quanto si viene a delineare la vera
arte del camino antico al pari degli altri oggetti d’antiquariato,
capaci di trasmettere emozioni uniche.
La
storia del camino segue più o meno da vicino quella del mobile
antico, e, per individuare questa evoluzione, vengono usate le stesse
denominazioni dei vari stili che si sono succeduti nel corso dei
secoli.
Luigi
XIV, Luigi XV, Luigi XVI, Impero, Carlo X, Luigi Filippo, fino al
Napoleone III e al periodo cosiddetto Liberty o Art Nouveau sono le
principali definizioni usate anche per lo stile dei camini.
Le
prime tipologie del camino riscontrabili tuttora in alcuni castelli o
dimore medievali avevano grandi dimensioni, erano costruiti in pietra
locale ed occupavano l’intera superficie di una parete di un grande
salone, recando lo stemma della famiglia sulla cappa. Nessuno di
questi grandi camini è reperibile sul mercato, ma da questi primi
grandiosi esempi abbiamo un’evoluzione verso le dimensioni più
discrete del Luigi XIV e quindi una diffusione maggiore di camini nei
palazzi e nelle ville della nobiltà. La pietra comunque, rimane
generalmente il materiale primario per i camini fino al XVII secolo,
in seguito esisterà ancora, ma sarà dapprima affiancata e poi
superata dall’uso del più nobile ed elegante marmo, usato in tutte
le sue magnifiche variazioni, dal tradizionale bianco italiano delle
Alpi Apuane, fino ai rari e preziosi marmi africani dalle spettacolari
colorazioni e irripetibili venature.
Lo
stile dei camini in pietra, quasi sempre di provenienza italiana, è
assai semplice, con le spalle o montanti laterali scanalati o con
terminazioni a forma di zampa di leone negli esempi più ricchi,
altrimenti possono essere lisci negli esempi più rustici di
provenienza periferica. Spesso troviamo nella parte centrale
dell’architrave uno stemma o un cartiglio che richiamano una
committenza abbastanza elevata, conferendo così al camino un fascino
particolare. Esistono comunque esempi di camini antichi realizzati in
pietra dalle decorazioni assai più eleganti : soprattutto nella zona
del Veneto infatti, la pietra fu lavorata fino a riprodurre sui
montanti laterali tralci di fiori o foglie in modo da infondere una
certa leggerezza al camino.
La
pietra, facile de trovare in natura e relativamente semplice da
scolpire, trovò comunque
in tutta la penisola un vasto impiego nella costruzione dei camini, ma
è comunque importante, al momento di un acquisto, valutare se il
camino sia composto da tutti i suoi pezzi originali, elemento questo
decisivo per la quotazione di mercato più veritiera. L’annerimento
dovuto al fumo e la stessa patina del tempo possono essere elementi da
considerare per l’autenticità del camino, ma purtroppo non è
sempre così. Esistono infatti particolari tecniche di invecchiamento
della pietra che la rendono così “anticata” che diventa molto
difficile distinguerla da quella resa sporca e nera a causa
dell’inevitabile passare dei secoli; è quindi consigliabile
rivolgersi sempre ad esperti e conosciuti antiquari del settore, i
quali possono tranquillamente garantire la qualità del camino e di
conseguenza esprimere una quotazione appropriata.
Col
passare del tempo e delle mode, anche i camini vengono adeguati ai
nuovi ed assai veloci mutamenti di stile che si ritrovano nella
produzione degli arredi in legno.
Lo
stile Luigi XV, databile all’inizio del XVIII secolo, è
caratterizzato dall’uso dominante del marmo, ma con dimensioni
ancora più ridotte del Luigi XIV. La cornice è resa ora arcuata e
decorata da fregi di ispirazione naturale : troviamo così un trionfo
di conchiglie, fiori e foglie giustapposte con la più delicata
asimmetria. L’effetto di questo stile è particolarmente elegante e
flessuoso e ben si adatta agli arredi più raffinati. La maggior parte
degli esempi Luigi XV presenti sul mercato antiquario sono però di
origine francese, come i marmi utilizzati, in quanto oltralpe fu più
diffusa che non in Italia la tradizione di porre quasi un camino per
ogni stanza. In Italia, invece, era costume diffuso far costruire il
camino di rappresentanza nella sala di parata e raramente veniva
previsto in altre stanze. Questa è una delle spiegazioni più
concrete per cui è assai raro trovare camini in marmo italiani sul
mercato antiquario.
Lo
stile successivo è detto Luigi XVI, ed è oggi considerato il più
elegante e sobrio stile della storia delle arti decorative.
Le
forme dello stile precedente si fanno ora più dritte e richiamano le
strutture architettoniche delle facciate dei palazzi. Abbiamo così il
fiorire del gusto neoclassico, realizzato con l’uso prevalente di
marmi chiari di provenienza italiana.
In
questo stile, è ancora possibile trovare sul mercato antiquario
esempi di camini italiani, riconoscibili per l’eleganza delle linee
e per l’uso, a volte misto, di marmi pregiati. La decorazione è
data così principalmente dalla scelta del prezioso materiale, anche
se la colonna scanalata o l’architrave che riprende le linee di un
frontone architettonico, sono elementi caratteristici di questo stile
“razionale”. E’ comunque assai facile trovare sul mercato anche
camini Luigi XVI di provenienza francese. Questi si riconoscono per
uno stile più elaborato rispetto agli
esempi italiani, pur mantenendo nel complesso linee dritte di
chiara ispirazione architettonica. Inoltre, in Francia era più comune
l’uso di marmi colorati, come ad esempio il famoso marmo rosso. Le
quotazioni dei camini francesi si mantengono in genere sempre più
basse rispetto a quelle dei corrispondenti camini italiani a causa
della elaborazione stilistica meno raffinata e della facile
reperibilità sul mercato antiquario.
Lo
stile che subentra al lineare Luigi XVI è l’imponente e sontuoso
stile Impero. Siamo ora agli inizi del 1800 e tutti i più grandi
palazzi e ville nobiliari tendono ad assumere fastose decorazioni
ispirate al “retour d’Egypte” di Napoleone con abbondanza di
dettagli desunti appunto dall’antico Egitto, come sfingi, palmette
oppure colonne, e capitelli, con prevalenza di rifiniture in bronzo.
Le linee ritornano leggermente più dolci rispetto al Luigi XVI ma
l’impatto di questi camini stile Impero è sicuramente più
imponente dello stile precedente. Sul mercato antiquario è possibile
trovare più facilmente esempi francesi che non italiani e le
quotazioni quindi, vengono di conseguenza. Gli stili Carlo X e Luigi
Filippo tendono ad abbandonare tutta la ricchezza e il fasto della
decorazione stile Impero e si esaltano quindi forme più sobrie dalle
linee comunque dolci, senza l’uso a profusione di bronzi e
particolari riferimenti al passato storico. Lo stile Carlo X predilige
forme dai montanti laterali sinuosi ed eleganti affidando la
decorazione alla scelta del marmo. Troviamo così l’uso dei
materiali dalla provenienza più lontana e dalle sfumature e venature
più particolari, il tutto però contenuto in forme non troppo
appariscenti. Le quotazioni risultano qui in base alla reperibilità
dei camini, che non è troppo facile e sono, per lo più, di
provenienza francese . Verso gli ultimi trenta anni del 1800, si
impone lo stile Napoleone III. Anche in questo periodo la produzione
dei camini è in maggioranza francese ed assistiamo ad un ritorno
dello stile Luigi XV reso però in maniera leggermente più pesante
del vero stile che si impose quasi due secoli prima. Non dobbiamo però
sottovalutare questo periodo delle arti decorative, in quanto esiste
sia nella produzione di mobili sia in quella dei caminetti una scelta
assai vasta di validi esempi con quotazioni veramente interessanti.
Arrivando alla fine del secolo XIX, la storia delle arti decorative
risente di un cambiamento e
di un salto notevole rispetto alla tradizione precedente. Per quanto
riguarda lo stile dei camini, questo segue, come sempre, l’andamento
delle novità introdotte nei mobili: troviamo ora linee curve,
elementi decorativi desunti dalla natura e dal mondo animale, con una
particolare leggerezza ed
eleganza, assai lontana dalla tradizione precedente. La novità più
interessante di questo periodo agli inizi del mondo moderno, è
sicuramente l’introduzione di nuovi materiali come la ceramica e gli
smalti per la decorazione e l’uso più diffuso della ghisa e del
legno per la loro costruzione. Purtroppo sul mercato antiquario è
assai difficile trovare esempi di camini in stile Liberty o Art
Nouveau, anche perché le recenti leggi in materia, riducono la
possibilità di togliere agli immobili parti integranti della
struttura come i caminetti. Essi sono comunque magnifici esempi del
rinnovamento dell’arte che si ebbe all’inizio del XX secolo e sono
da considerare ottimi investimenti al pari di qualsiasi oggetto di
antiquariato.
E’
comunque sempre consigliabile rivolgersi ad esperti antiquari del
settore, sia per la garantita
qualità del camino, sia per le indicazioni da tenere in
considerazione al momento dell’installazione in casa del prezioso
camino antico.
Franca
Severini
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