100 Camini

n°01 - 2000: Calore in stile antico

Che cosa c’è di meglio che rilassarsi comodamente davanti al  tepore del camino acceso, cullati dal chiarore mutevole delle fiamme e inebriati dall’inconfondibile profumo della legna che arde?

E cosa c’è di più elegante e magico di un camino antico, preziosa testimonianza di epoche lontane in cui ritrovare il fascino di  vere opere d’arte ?

Il camino antico è infatti un tocco di raffinatezza molto particolare nell’ambito dell’arredamento e, guardando al mercato antiquario, assistiamo ad una crescente specializzazione sia da parte degli addetti ai lavori che da parte degli appassionati.

Tutto ciò è naturalmente positivo in quanto si viene a delineare la vera arte del camino antico al pari degli altri oggetti d’antiquariato, capaci di trasmettere emozioni uniche.

La storia del camino segue più o meno da vicino quella del mobile antico, e, per individuare questa evoluzione, vengono usate le stesse denominazioni dei vari stili che si sono succeduti nel corso dei secoli.

Luigi XIV, Luigi XV, Luigi XVI, Impero, Carlo X, Luigi Filippo, fino al Napoleone III e al periodo cosiddetto Liberty o Art Nouveau sono le principali definizioni usate anche per lo stile dei camini.

Le prime tipologie del camino riscontrabili tuttora in alcuni castelli o dimore medievali avevano grandi dimensioni, erano costruiti in pietra locale ed occupavano l’intera superficie di una parete di un grande salone, recando lo stemma della famiglia sulla cappa. Nessuno di questi grandi camini è reperibile sul mercato, ma da questi primi grandiosi esempi abbiamo un’evoluzione verso le dimensioni più discrete del Luigi XIV e quindi una diffusione maggiore di camini nei palazzi e nelle ville della nobiltà. La pietra comunque, rimane generalmente il materiale primario per i camini fino al XVII secolo, in seguito esisterà ancora, ma sarà dapprima affiancata e poi superata dall’uso del più nobile ed elegante marmo, usato in tutte le sue magnifiche variazioni, dal tradizionale bianco italiano delle Alpi Apuane, fino ai rari e preziosi marmi africani dalle spettacolari colorazioni e irripetibili venature.

Lo stile dei camini in pietra, quasi sempre di provenienza italiana, è assai semplice, con le spalle o montanti laterali scanalati o con terminazioni a forma di zampa di leone negli esempi più ricchi, altrimenti possono essere lisci negli esempi più rustici di provenienza periferica. Spesso troviamo nella parte centrale dell’architrave uno stemma o un cartiglio che richiamano una committenza abbastanza elevata, conferendo così al camino un fascino particolare. Esistono comunque esempi di camini antichi realizzati in pietra dalle decorazioni assai più eleganti : soprattutto nella zona del Veneto infatti, la pietra fu lavorata fino a riprodurre sui montanti laterali tralci di fiori o foglie in modo da infondere una certa leggerezza al camino.

La pietra, facile de trovare in natura e relativamente semplice da scolpire, trovò  comunque in tutta la penisola un vasto impiego nella costruzione dei camini, ma è comunque importante, al momento di un acquisto, valutare se il camino sia composto da tutti i suoi pezzi originali, elemento questo decisivo per la quotazione di mercato più veritiera. L’annerimento dovuto al fumo e la stessa patina del tempo possono essere elementi da considerare per l’autenticità del camino, ma purtroppo non è sempre così. Esistono infatti particolari tecniche di invecchiamento della pietra che la rendono così “anticata” che diventa molto difficile distinguerla da quella resa sporca e nera a causa  dell’inevitabile passare dei secoli; è quindi consigliabile rivolgersi sempre ad esperti e conosciuti antiquari del settore, i quali possono tranquillamente garantire la qualità del camino e di conseguenza esprimere una quotazione appropriata.

Col passare del tempo e delle mode, anche i camini vengono adeguati ai nuovi ed assai veloci mutamenti di stile che si ritrovano nella produzione degli arredi in legno.

Lo stile Luigi XV, databile all’inizio del XVIII secolo, è caratterizzato dall’uso dominante del marmo, ma con dimensioni ancora più ridotte del Luigi XIV. La cornice è resa ora arcuata e decorata da fregi di ispirazione naturale : troviamo così un trionfo di conchiglie, fiori e foglie giustapposte con la più delicata asimmetria. L’effetto di questo stile è particolarmente elegante e flessuoso e ben si adatta agli arredi più raffinati. La maggior parte degli esempi Luigi XV presenti sul mercato antiquario sono però di origine francese, come i marmi utilizzati, in quanto oltralpe fu più diffusa che non in Italia la tradizione di porre quasi un camino per ogni stanza. In Italia, invece, era costume diffuso far costruire il camino di rappresentanza nella sala di parata e raramente veniva previsto in altre stanze. Questa è una delle spiegazioni più concrete per cui è assai raro trovare camini in marmo italiani sul mercato antiquario.

Lo stile successivo è detto Luigi XVI, ed è oggi considerato il più elegante e sobrio stile della storia delle arti decorative.

Le forme dello stile precedente si fanno ora più dritte e richiamano le strutture architettoniche delle facciate dei palazzi. Abbiamo così il fiorire del gusto neoclassico, realizzato con l’uso prevalente di marmi chiari di provenienza italiana.

In questo stile, è ancora possibile trovare sul mercato antiquario esempi di camini italiani, riconoscibili per l’eleganza delle linee e per l’uso, a volte misto, di marmi pregiati. La decorazione è data così principalmente dalla scelta del prezioso materiale, anche se la colonna scanalata o l’architrave che riprende le linee di un frontone architettonico, sono elementi caratteristici di questo stile “razionale”. E’ comunque assai facile trovare sul mercato anche camini Luigi XVI di provenienza francese. Questi si riconoscono per uno stile più elaborato rispetto agli  esempi italiani, pur mantenendo nel complesso linee dritte di chiara ispirazione architettonica. Inoltre, in Francia era più comune l’uso di marmi colorati, come ad esempio il famoso marmo rosso. Le quotazioni dei camini francesi si mantengono in genere sempre più basse rispetto a quelle dei corrispondenti camini italiani a causa della elaborazione stilistica meno raffinata e della facile reperibilità sul mercato antiquario.

Lo stile che subentra al lineare Luigi XVI è l’imponente e sontuoso stile Impero. Siamo ora agli inizi del 1800 e tutti i più grandi palazzi e ville nobiliari tendono ad assumere fastose decorazioni ispirate al “retour d’Egypte” di Napoleone con abbondanza di dettagli desunti appunto dall’antico Egitto, come sfingi, palmette oppure colonne, e capitelli, con prevalenza di rifiniture in bronzo. Le linee ritornano leggermente più dolci rispetto al Luigi XVI ma l’impatto di questi camini stile Impero è sicuramente più imponente dello stile precedente. Sul mercato antiquario è possibile trovare più facilmente esempi francesi che non italiani e le quotazioni quindi, vengono di conseguenza. Gli stili Carlo X e Luigi Filippo tendono ad abbandonare tutta la ricchezza e il fasto della decorazione stile Impero e si esaltano quindi forme più sobrie dalle linee comunque dolci, senza l’uso a profusione di bronzi e particolari riferimenti al passato storico. Lo stile Carlo X predilige forme dai montanti laterali sinuosi ed eleganti affidando la decorazione alla scelta del marmo. Troviamo così l’uso dei materiali dalla provenienza più lontana e dalle sfumature e venature più particolari, il tutto però contenuto in forme non troppo appariscenti. Le quotazioni risultano qui in base alla reperibilità dei camini, che non è troppo facile e sono, per lo più, di provenienza francese . Verso gli ultimi trenta anni del 1800, si impone lo stile Napoleone III. Anche in questo periodo la produzione dei camini è in maggioranza francese ed assistiamo ad un ritorno dello stile Luigi XV reso però in maniera leggermente più pesante del vero stile che si impose quasi due secoli prima. Non dobbiamo però sottovalutare questo periodo delle arti decorative, in quanto esiste sia nella produzione di mobili sia in quella dei caminetti una scelta assai vasta di validi esempi con quotazioni veramente interessanti. Arrivando alla fine del secolo XIX, la storia delle arti decorative risente di un cambiamento  e di un salto notevole rispetto alla tradizione precedente. Per quanto riguarda lo stile dei camini, questo segue, come sempre, l’andamento delle novità introdotte nei mobili: troviamo ora linee curve, elementi decorativi desunti dalla natura e dal mondo animale, con una particolare leggerezza  ed eleganza, assai lontana dalla tradizione precedente. La novità più interessante di questo periodo agli inizi del mondo moderno, è sicuramente l’introduzione di nuovi materiali come la ceramica e gli smalti per la decorazione e l’uso più diffuso della ghisa e del legno per la loro costruzione. Purtroppo sul mercato antiquario è assai difficile trovare esempi di camini in stile Liberty o Art Nouveau, anche perché le recenti leggi in materia, riducono la possibilità di togliere agli immobili parti integranti della struttura come i caminetti. Essi sono comunque magnifici esempi del rinnovamento dell’arte che si ebbe all’inizio del XX secolo e sono da considerare ottimi investimenti al pari di qualsiasi oggetto di antiquariato.

E’ comunque sempre consigliabile rivolgersi ad esperti antiquari del settore, sia per la  garantita qualità del camino, sia per le indicazioni da tenere in considerazione al momento dell’installazione in casa del prezioso camino antico.

Franca Severini